Perché la ruota a raggi

Le ruote attualmente utilizzate nel settore motociclistico sono sostanzialmente di due tipi:

nella quale il cerchione esterno e il mozzo centrale sono collegati mediante razze rigide.

la ruota a raggi

nella quale il cerchione esterno è collegato al mozzo centrale mediante una tensostruttura composta da raggi tiranti.

Sebbene entrambe le tipologie presentino vantaggi e svantaggi, al di là delle preferenze estetiche soggettive le caratteristiche della ruota a raggi la rendono spesso preferibile e quindi più diffusa in ambito motociclistico rispetto a quella a razze.
Se la ruota a razze è più leggera e praticamente non richiede manutenzione, la rigidità della struttura la rende poco adatta a fondi stradali meno regolari come lo sterrato o il fuoristrada, ma anche alle strade ordinarie più impegnative. I raggi nell’insieme costituiscono una tensostruttura rigida ma in grado di assorbire le sollecitazioni meccaniche date dalle asperità del terreno; le razze possono cedere a seguito dell’impatto con un ostacolo. In caso di rottura di cerchio a razze la ruota diventa pericolosa e inutilizzabile, mentre una ruota a raggi è in grado di proseguire anche in presenza di alcuni raggi rotti. Questi potranno essere facilmente sostituiti, mentre la ruota a razze deve essere sostituita per intero.
La ruota a raggi resta quindi la più utilizzata in quei contesti che possono contemplare fondi irregolari o misti, come il motocross, l’enduro, il motard ma anche il turismo qualora il motociclista non si voglia precludere la possibilità di affrontare percorsi fuoristrada.